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Il mondo di Isotra
3. luglio 2025

Dalla caverna alla pergola: storia della schermatura nella preistoria e nell'antichità

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Dalla caverna alla pergola: storia della schermatura nella preistoria e nell'antichità
Quando oggi chiudete le tapparelle o vi riparate sotto la vostra pergola con una bibita fresca in mano, probabilmente non pensate al fatto che la protezione dai raggi solari in eccesso accompagna l'umanità fin dalla preistoria. I nostri antenati non avevano tapparelle con comando intelligente, ma la necessità di proteggersi dal sole, dal vento e dalla pioggia li ha accompagnati sin dall'inizio dei tempi. Come erano quindi le schermature solari nel passato e cosa è rimasto di questi metodi antichi fino ai nostri tempi?

Preistoria: Quando la caverna era la migliore tenda

All'inizio dei tempi, le schermature solari erano semplici quanto le abitazioni stesse. Le persone cercavano riparo dal freddo e da varie condizioni atmosferiche in natura: nelle caverne, sotto le sporgenze rocciose o sotto gli alberi. Quando iniziarono a costruire i primi semplici rifugi, utilizzavano pelli, rami e foglie per proteggersi dal sole e dalla pioggia.

Alternativa odierna: È possibile simulare la schermatura preistorica con una tenda da sole o tende a rullo schermanti. A differenza dei tempi antichi, però, i materiali moderni consentono un controllo remoto senza sforzo, proteggono dai raggi UV e permettono inoltre di regolare con precisione la quantità di luce.

Antichità: Schermatura lussuosa in stile egizio o romano

Gli antichi egizi sapevano che nei climi caldi era necessario esporsi al sole il meno possibile. Per questo costruivano case con finestre piccole e muri spessi in argilla, che mantenevano il fresco. Sulle terrazze e nei giardini utilizzavano i baldacchini di lino, i predecessori delle odierne tende da sole in tessuto. La testimonianza del primo giardino con pergola proviene dall’Egitto e risale all'incirca al 1400 a.C.

I Greci e i Romani portarono la schermatura solare a un livello superiore. Gli spazi pubblici e i teatri erano spesso coperti da tende in tessuto e, quando la gente voleva godersi il tempo trascorso all'aperto, si riparava sotto i colonnati che circondavano il cortile interno. E il Colosseo? Lì, sopra migliaia di spettatori, si estendeva un gigantesco “velarium”, ovvero un’ampia copertura composta da teli e azionata tramite funi. Erano comuni anche i pergolati, originariamente utilizzati come strutture di sostegno per la coltivazione della vite. Spesso fungevano da luogo di incontro e di discussioni filosofiche.

Alternativa odierna: Le pergole hanno comunque fatto molta strada. Hanno però una cosa in comune con le strutture di un tempo ricoperte di vite: creano un piacevole spazio esterno protetto dal sole cocente. Solo che oggi, al posto delle corde e degli schiavi, utilizziamo motori e telecomandi.

Fin dove siamo arrivati?

Nuovi materiali per i tessuti di copertura e le strutture, comandi elettrici, collegamento alla domotica. Le possibilità odierne di schermatura esterna sono quasi infinite e possiamo adattarle esattamente alle nostre esigenze. Il principio della protezione dal sole è però antico quanto l'umanità stessa. Solo che invece di rami, pelli e teli siamo passati a tessuti resistenti, alluminio ed elettronica.

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